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Campagna nazionale
"No alla violenza contro la donna nella coppia" (scarica
la versione pdf) Anche il nostro Paese si è finalmente impegnato in una campagna nazionale di sensibilizzazione nei confronti della violenza, in particolare di quella esercitata all'interno della famiglia. Con il motto "No alla violenza contro la donna nella coppia", la campagna ha preso avvio all'inizio di maggio su tutto il territorio nazionale e si protrarrà sull'arco di tre mesi, prevedendo svariate manifestazioni. Promossa dalla Conferenza svizzera delle delegate cantonali e comunali per la parità, essa è sostenuta da organizzazioni pubbliche e private ed in particolare dalla Commissione federale per i problemi della donna che già in dicembre, lanciando il tema, aveva organizzato una giornata di studio intitolata "Tolérance Zéro!" - "Nessuna tolleranza!" (gli atti della giornata sono raccolti in F/Problemi al femminile 1/97, edito dalla Commissione federale). L'organizzazione della giornata di studio e il lancio della campagna nazionale sono state favorite dal fatto che, dopo anni di sollecitazioni e per la prima volta in Svizzera, si sono concluse due importanti inchieste 1 condotte nell'ambito dei programmi nazionali del Fondo nazionale per la ricerca scientifica. I dati che emergono da questi studi attestano che anche da noi, all'interno delle nostre famiglie, esiste questa piaga, per lo più nascosta dal velo dell'omertà familiare, dal disinteresse del mondo massmediatico, dall'indifferenza della comunità sociale ed istituzionale. In nome della "sacralità " del privato -e cosa c'è di più sacro e di più privato della famiglia?- vi sono grosse resistenze a voler prendere coscienza del fenomeno, anche perché la vittima è la donna : una donna alla quale, in barba a tutti gli articoli costituzionali sulla parità e a tutte le leggi esistenti che la sanciscono, ancora non si vuole riconoscere lo statuto di persona e di cittadina a pieno titolo di questa nostra società. Non a caso, le autorità del Canada, Paese all'avanguardia in fatto di informazione e sensibilizzazione della popolazione circa il fenomeno della violenza in famiglia 2, nello studio conclusosi nel 1993 con un rapporto finale intitolato "Un nuovo orizzonte: eliminare la violenza - realizzare la parità" evidenziano a mo' di sintesi la raccomandazione principale per attuare dei cambiamenti rilevanti: "Le donne non saranno liberate dalla violenza fintanto che non ci sarà la parità di fatto fra i sessi e quest'ultima non potrà essere realizzata fintanto che la violenza e la minaccia di violenza non saranno eliminate dalla vita delle donne". Anche la giornata di studio "Violenza nella coppia - Una spirale senza uscita?" organizzata a Bellinzona il 16 maggio 1997, nell'ambito della campagna nazionale, ha voluto indagare per il tramite di relatrici e relatori molto qualificati sulle cause individuali e sociali che portano alla violenza contro la donna e grazie alla testimonianza delle persone che si occupano in prima persona delle donne vittime della violenza ha voluto indicare tre proposte operative, atte a raggiungere l'obiettivo di debellare dalla nostra società ogni e qualsiasi forma di violenza contro le donne. La prima proposta consiste in un forte impegno comune a realizzare la parità. Partendo dal nesso profondo che esiste tra disuguaglianza e violenza, questa proposta sottolinea ancora una volta l'importanza e l'urgenza del compito costituzionale; la parità è la prima e più importante misura di prevenzione primaria: la realizzazione delle pari opportunità e della parità fra donna e uomo in tutti gli ambiti della nostra società diventa così lo strumento privilegiato per combattere preventivamente la violenza nei confronti della donna. La seconda proposta si configura in un impegno a realizzare un progetto pilota di formazione dei docenti interessati a svolgere dei percorsi pedagogico-didattici sulla costruzione dell'identità di genere. Per eliminare una delle cause della violenza contro le donne bisogna lavorare molto sui modelli culturali e sulla loro trasmissione. Ciò significa che le agenzie educative, tra le quali la scuola ha un ruolo di primo piano, devono aiutare i nostri giovani a sviluppare un nuovo modo di essere uomo e un nuovo modo di essere donna che sono poi il presupposto per una nuova relazione paritaria di coppia. La terza proposta
chiede maggiori mezzi per la presa a carico. Le case di accoglienza delle
donne vittime di violenza da parte del coniuge faticano a far fronte alla
domanda, a causa di difficoltà finanziarie. Non si debbono pertanto
lesinare i mezzi per questo importante compito di prevenzione secondaria
e terziaria. Nel caso dei bambini testimoni di violenze si tratta di trasmettere loro altri modelli di rapporti fra donne e uomini e di gestione dei conflitti, al fine di spezzare la spirale della violenza che altrimenti si perpetuerebbe di generazione in generazione.
1. D.Gloor & H.Meier & M. Verwey: Frauenalltag und Soziale Sicherheit. Zürich, Verlag Ruegger, 1995. L. Gillioz & J.De Puy & V. Ducret: Domination masculine et violence envers les femmes dans les couples. Edition Payot, 1997. 2. vedi a proposito la relazione "Prévenir la violence contre les femmes et les enfants: l'expérience canadienne" di Barbara Merriam, direttrice del "National Clearinghouse on Family Violence" a Ottawa, Canada in F/Problemi al femminile 1/97, ottenibile gratuitamente presso il Segretariato della Commissione federale per i problemi della donna, Eigerplatz 5, 3003 Berna.
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