Mario Delucchi

 

Prevenzione degli abusi e dei maltrattamenti nella scuola elementare (scarica la versione pdf)
pedagogista


Introduzione

In questi recenti anni il fenomeno degli abusi sessuali e del maltrattamento di minori ha purtroppo conosciuto un incremento rilevante. L'aumento dei casi e la recrudescenza delle situazioni hanno posto le istituzioni pubbliche di fronte a un problema di non facile soluzione. Ne sono una testimonianza i più acuti casi avvenuti nel Belgio e in Svizzera, ma si può sostenere che oramai il fenomeno è generalizzato a tutto il mondo occidentale.

Nel cantone Ticino la situazione fu analizzata nel 1995 in relazione all'apparizione del film "Grida il tuo no!" e nell'ambito di una commissione del Consiglio di Stato incaricata dei problemi di educazione sessuale e della prevenzione dell'AIDS.

Il Dipartimento dell'istruzione e della cultura, con l'appoggio del Dipartimento delle opere sociali, allestì un programma di formazione del corpo insegnante che permettesse di intervenire nella fascia di età maggiormente a rischio e nella quale tutti i bambini sono accolti da un'istituzione pubblica: la scuola elementare.

La Commissione approvò il programma di formazione. La realizzazione fu affidata all'Ufficio dell'insegnamento primario che è l'organo responsabile della gestione di questo settore scolastico. Considerata l'esigenza di intervenire tempestivamente, il programma prese avvio nell'anno scolastico 1995-96.


Analisi dei problemi e dei bisogni

I programmi della scuola elementare assegnano al docente titolare il compito di intervenire nell'ambito dell'educazione sessuale con modi e contenuti adeguati alle possibilità di comprensione del bambino.

Il docente titolare è la persona più vicina all'ambiente familiare dell'allievo, ne conosce i tratti più caratteristici della personalità e vive da vicino la stessa realtà locale. È però importante che il docente sia preparato a cogliere tutti i segnali che rivelano i turbamenti, le preoccupazioni e le paure dei bambini, allo scopo di intervenire nel modo più adeguato.

La delicatezza delle situazioni che implicano la sessualità o i rapporti affettivi all'interno della famiglia richiedono una sensibilità che non può essere lasciata alle soli doti umane del docente. Una preparazione specifica è necessaria.

Il peso delle situazioni di abuso è tale che il docente deve potersi appoggiare sull'apporto solidale di tutti i colleghi della sua sede scolastica. Per questo motivo è stato dato avvio ad un programma di formazione generalizzato, da realizzare a tappe.

Il vantaggio di una formazione generalizzata risiede nei seguenti fattori:

la fascia di età dei bambini è fra quelle più a rischio; tutti i bambini passano dalla scuola elementare; la presenza di un docente generalista è garanzia di costante vigilanza; il docente di scuola elementare conosce meglio le famiglie degli allievi che non in ordini di scuola superiori... L'opera di prevenzione risulta pertanto più efficace.

Non si conoscono esperienze di formazione generalizzata paragonabili a quella avviata in Ticino. In nessun cantone svizzero, da quanto ci risulta, si è proceduto in modo analogo.

Per contro esiste una vasta letteratura sull'argomento, segnalata ai docenti nel corso delle riunioni di formazione.

Programma di formazione

Il programma si propone di sensibilizzare e informare il corpo insegnante delle scuole elementari del Canton Ticino (circa 1200 docenti) sul fenomeno dei maltrattamenti e degli abusi sessuali su minori, di fornire loro gli elementi per riconoscere le situazioni a rischio o di abuso e di orientarli sulle misure da prendere in caso di necessità.

La formazione avviene durante quattro incontri di mezza giornata con specialisti in materia. All'azione di prevenzione indirizzata ai docenti si affiancano serate informative con i genitori e con le autorità comunali.
La formazione è affidata a équipe formate di medici pediatri, psicologi e pedagogisti, funzionari attivi nell'amministrazione cantonale, magistrati.


Obiettivi


Gli obiettivi della formazione possono essere riassunti come segue:

  1. orientare i docenti di scuola elementare sulle caratteristiche del fenomeno nella nostra epoca e nel tessuto sociale (dimensioni, tipologia, dinamiche, aspetti giuridici, ecc.)
  2. fornire strumenti di lettura dei segnali che possono rivelare casi di abuso o maltrattamento
  3. fornire elementi di comportamento per una risposta in casi concreti
    • cosa fare quando in classe sono presenti bambini che subiscono o hanno subìto abusi e/o maltrattamenti (assistenza psicologica, contatti con istanze amministrative o legali ecc.)
    • come affrontare domande o situazioni che riguardano possibili abusi o maltrattamenti (domande degli allievi, presenza di persona sospetta nel quartiere, comportamenti dei familiari, approccio di persone sconosciute, ecc.)
    • trattazione in classe di argomenti aventi come filo conduttore i diritti dei bambini (ad es. Carta dei diritti del bambino)
  4. fornire indicazioni sui materiali esistenti, utilizzabili sia a titolo di prevenzione che di assistenza (documenti scritti, libri, film norme legali, ecc.)
  5. far conoscere procedure d'intervento che tengano conto della delicatezza e del grado di sensibilità che ogni situazione domanda.

I temi trattati sono i seguenti:

  1. aspetti generali e medici
    (definizione di maltrattamento; cause; elementi statistici; diagnosi)
  2. aspetti psicopedagogici
    (le conseguenze psicologiche del maltrattamento; le resistenze all'intervento; presa a carico psicologica e ascolto del bambino; aspetti pedagogici del rapporto in classe)
  3. aspetti sociali
    (la presa a carico dell'istituzione; il coinvolgimento della rete familiare; modelli di prevenzione)
  4. aspetti giuridici
    (gli obblighi della segnalazione; l'intervento delle autorità giudiziarie).


Organizzazione

Il progetto di formazione del corpo insegnante si è articolato in tre fasi:

  1. Fase esplorativa (anno 1995-96)

    Durante questa fase il progetto è stato applicato in un solo istituto scolastico di media grandezza allo scopo di individuare eventuali punti deboli e necessità di miglioramento.

    I docenti dell'istituto sono stati riuniti preliminarmente dal responsabile del progetto, unitamente al direttore e all'ispettore di circondario, per un'informazione sugli scopi e le modalità di attuazione.

    In seguito per tre pomeriggi a distanza di una settimana, i formatori sono intervenuti per svolgere il programma di formazione previsto.

    Nel corso del ciclo di formazione è stata organizzata una serata informativa per i genitori e per le autorità comunali.

    Al termine del periodo di formazione i docenti hanno redatto un rapporto di valutazione sulla formazione ricevuta (valutazione interna) all'indirizzo dell'Ente organizzatore. Sulla base delle osservazioni espresse furono apportate al progetto le migliorie auspicate.

    Da ultimo si è proceduto alla costituzione di altre due équipe di formatori.

  2. Fase sperimentale (anno 1996-97)
  3. Il programma di formazione indicato al punto1 è stato attuato, con le stesse modalità, in nove istituti scolastici di media grandezza (un istituto per circondario di scuola elementare).

    I compiti organizzativi sono stati affidati agli ispettori scolastici, i quali hanno riunito preliminarmente i docenti degli istituti interessati per un orientamento sugli scopi e le modalità di lavoro. Al termine del ciclo di formazione gli istituti hanno redatto un rapporto sull'esito dell'esperienza.

    E' pure stata organizzata una serata informativa riservata ai rappresentanti dei comuni che hanno compiti di responsabilità nella gestione dei casi di maltrattamento o di abuso.

    Le équipe dei formatori hanno effettuato un bilancio nel corso di un seminario volto alla reciproca informazione e al perfezionamento del programma di formazione.

    Alcuni operatori del settore prescolastico sono stati associati ai lavori a titolo di osservatori.

    Al termine di questa fase è stato fatto un sondaggio inteso a valutare l'esito dell'esperienza.

  4. Fase di generalizzazione (anni 1997-98 e 1998-99)
  5. Sulla base dei risultati della consultazione effettuata presso gli insegnanti, sono state apportate al programma di formazione alcune modifiche. In particolare è stata data la possibilità agli istituti di organizzare uno dei quattro pomeriggi per un'analisi della situazione a livello locale e per rilanciare eventuali ulteriori approfondimenti.

    L'applicazione del programma di formazione è stata estesa a tutti gli istituti del Cantone.

    Durante questa fase, in tutte le classi del II ciclo è stato distribuito e commentato l'opuscolo "OCCHIO!" nel quale sono presentate alcune fra le situazioni a rischio che possono verificarsi con maggior frequenza.


Conclusione

La formazione generalizzata del corpo insegnante elementare si è svolta sull'arco di quattro anni impegnando annualmente dieci formatori.
La realizzazione si è inserita nel quadro di una politica di prevenzione che privilegia la formazione individuale, ritenuta la miglior garanzia per un'azione differenziata sul terreno. La complessità della materia ci ha portato a escludere azioni dirette e sistematiche sugli allievi, quali proiezioni di film, cicli di lezioni, ecc. Tali mezzi sono utilizzati solo se il docente è preparato e sa valutare le conseguenze psicologiche che potrebbero prodursi in allievi soggetti ad abusi. L'attività svolta ha dimostrato che questa scelta è pagante. In diverse scuole si sono costituiti "team" di docenti incaricati di sostenere i loro colleghi e aiutarli a sopportare le pressioni esercitate dalle persone implicate. Questo risultato va oltre agli obiettivi del progetto e ne conferma l'efficacia.