|
 
Prevenzione degli
abusi e dei maltrattamenti nella scuola elementare (scarica
la versione pdf)
pedagogista
Introduzione
In questi recenti
anni il fenomeno degli abusi sessuali e del maltrattamento di minori ha
purtroppo conosciuto un incremento rilevante. L'aumento dei casi e la
recrudescenza delle situazioni hanno posto le istituzioni pubbliche di
fronte a un problema di non facile soluzione. Ne sono una testimonianza
i più acuti casi avvenuti nel Belgio e in Svizzera, ma si può
sostenere che oramai il fenomeno è generalizzato a tutto il mondo
occidentale.
Nel cantone Ticino
la situazione fu analizzata nel 1995 in relazione all'apparizione del
film "Grida il tuo no!" e nell'ambito di una commissione del
Consiglio di Stato incaricata dei problemi di educazione sessuale e della
prevenzione dell'AIDS.
Il Dipartimento dell'istruzione
e della cultura, con l'appoggio del Dipartimento delle opere sociali,
allestì un programma di formazione del corpo insegnante che permettesse
di intervenire nella fascia di età maggiormente a rischio e nella
quale tutti i bambini sono accolti da un'istituzione pubblica: la scuola
elementare.
La Commissione approvò
il programma di formazione. La realizzazione fu affidata all'Ufficio dell'insegnamento
primario che è l'organo responsabile della gestione di questo settore
scolastico. Considerata l'esigenza di intervenire tempestivamente, il
programma prese avvio nell'anno scolastico 1995-96.
Analisi dei problemi
e dei bisogni
I programmi della
scuola elementare assegnano al docente titolare il compito di intervenire
nell'ambito dell'educazione sessuale con modi e contenuti adeguati alle
possibilità di comprensione del bambino.
Il docente titolare
è la persona più vicina all'ambiente familiare dell'allievo,
ne conosce i tratti più caratteristici della personalità
e vive da vicino la stessa realtà locale. È però
importante che il docente sia preparato a cogliere tutti i segnali che
rivelano i turbamenti, le preoccupazioni e le paure dei bambini, allo
scopo di intervenire nel modo più adeguato.
La delicatezza delle
situazioni che implicano la sessualità o i rapporti affettivi all'interno
della famiglia richiedono una sensibilità che non può essere
lasciata alle soli doti umane del docente. Una preparazione specifica
è necessaria.
Il peso delle situazioni
di abuso è tale che il docente deve potersi appoggiare sull'apporto
solidale di tutti i colleghi della sua sede scolastica. Per questo motivo
è stato dato avvio ad un programma di formazione generalizzato,
da realizzare a tappe.
Il vantaggio di una
formazione generalizzata risiede nei seguenti fattori:
la fascia di età
dei bambini è fra quelle più a rischio; tutti i bambini
passano dalla scuola elementare; la presenza di un docente generalista
è garanzia di costante vigilanza; il docente di scuola elementare
conosce meglio le famiglie degli allievi che non in ordini di scuola superiori...
L'opera di prevenzione risulta pertanto più efficace.
Non si conoscono esperienze
di formazione generalizzata paragonabili a quella avviata in Ticino. In
nessun cantone svizzero, da quanto ci risulta, si è proceduto in
modo analogo.
Per contro esiste
una vasta letteratura sull'argomento, segnalata ai docenti nel corso delle
riunioni di formazione.
Programma di formazione
Il programma si propone
di sensibilizzare e informare il corpo insegnante delle scuole elementari
del Canton Ticino (circa 1200 docenti) sul fenomeno dei maltrattamenti
e degli abusi sessuali su minori, di fornire loro gli elementi per riconoscere
le situazioni a rischio o di abuso e di orientarli sulle misure da prendere
in caso di necessità.
La formazione avviene
durante quattro incontri di mezza giornata con specialisti in materia.
All'azione di prevenzione indirizzata ai docenti si affiancano serate
informative con i genitori e con le autorità comunali.
La formazione è affidata a équipe formate di medici pediatri,
psicologi e pedagogisti, funzionari attivi nell'amministrazione cantonale,
magistrati.
Obiettivi
Gli obiettivi della formazione possono essere riassunti come segue:
- orientare i docenti
di scuola elementare sulle caratteristiche del fenomeno nella nostra
epoca e nel tessuto sociale (dimensioni, tipologia, dinamiche, aspetti
giuridici, ecc.)
- fornire strumenti
di lettura dei segnali che possono rivelare casi di abuso o maltrattamento
- fornire elementi
di comportamento per una risposta in casi concreti
- cosa fare quando
in classe sono presenti bambini che subiscono o hanno subìto
abusi e/o maltrattamenti (assistenza psicologica, contatti con istanze
amministrative o legali ecc.)
- come affrontare
domande o situazioni che riguardano possibili abusi o maltrattamenti
(domande degli allievi, presenza di persona sospetta nel quartiere,
comportamenti dei familiari, approccio di persone sconosciute, ecc.)
- trattazione
in classe di argomenti aventi come filo conduttore i diritti dei
bambini (ad es. Carta dei diritti del bambino)
- fornire indicazioni
sui materiali esistenti, utilizzabili sia a titolo di prevenzione che
di assistenza (documenti scritti, libri, film norme legali, ecc.)
- far conoscere procedure
d'intervento che tengano conto della delicatezza e del grado di sensibilità
che ogni situazione domanda.
I temi trattati sono
i seguenti:
- aspetti generali
e medici
(definizione di maltrattamento; cause; elementi statistici; diagnosi)
- aspetti psicopedagogici
(le conseguenze psicologiche del maltrattamento; le resistenze all'intervento;
presa a carico psicologica e ascolto del bambino; aspetti pedagogici
del rapporto in classe)
- aspetti sociali
(la presa a carico dell'istituzione; il coinvolgimento della rete familiare;
modelli di prevenzione)
- aspetti giuridici
(gli obblighi della segnalazione; l'intervento delle autorità
giudiziarie).
Organizzazione
Il progetto di formazione
del corpo insegnante si è articolato in tre fasi:
- Fase esplorativa
(anno 1995-96)
Durante questa
fase il progetto è stato applicato in un solo istituto scolastico
di media grandezza allo scopo di individuare eventuali punti deboli
e necessità di miglioramento.
I docenti dell'istituto
sono stati riuniti preliminarmente dal responsabile del progetto,
unitamente al direttore e all'ispettore di circondario, per un'informazione
sugli scopi e le modalità di attuazione.
In seguito per
tre pomeriggi a distanza di una settimana, i formatori sono intervenuti
per svolgere il programma di formazione previsto.
Nel corso del
ciclo di formazione è stata organizzata una serata informativa
per i genitori e per le autorità comunali.
Al termine del
periodo di formazione i docenti hanno redatto un rapporto di valutazione
sulla formazione ricevuta (valutazione interna) all'indirizzo dell'Ente
organizzatore. Sulla base delle osservazioni espresse furono apportate
al progetto le migliorie auspicate.
Da ultimo si
è proceduto alla costituzione di altre due équipe
di formatori.
- Fase sperimentale
(anno 1996-97)
Il programma di
formazione indicato al punto1 è stato attuato, con le stesse
modalità, in nove istituti scolastici di media grandezza (un
istituto per circondario di scuola elementare).
I compiti organizzativi
sono stati affidati agli ispettori scolastici, i quali hanno riunito
preliminarmente i docenti degli istituti interessati per un orientamento
sugli scopi e le modalità di lavoro. Al termine del ciclo di
formazione gli istituti hanno redatto un rapporto sull'esito dell'esperienza.
E' pure stata
organizzata una serata informativa riservata ai rappresentanti dei
comuni che hanno compiti di responsabilità nella gestione dei
casi di maltrattamento o di abuso.
Le équipe
dei formatori hanno effettuato un bilancio nel corso di un seminario
volto alla reciproca informazione e al perfezionamento del programma
di formazione.
Alcuni operatori
del settore prescolastico sono stati associati ai lavori a titolo
di osservatori.
Al termine di
questa fase è stato fatto un sondaggio inteso a valutare l'esito
dell'esperienza.
- Fase di generalizzazione
(anni 1997-98 e 1998-99)
Sulla base dei
risultati della consultazione effettuata presso gli insegnanti, sono
state apportate al programma di formazione alcune modifiche. In particolare
è stata data la possibilità agli istituti di organizzare
uno dei quattro pomeriggi per un'analisi della situazione a livello
locale e per rilanciare eventuali ulteriori approfondimenti.
L'applicazione
del programma di formazione è stata estesa a tutti gli istituti
del Cantone.
Durante questa
fase, in tutte le classi del II ciclo è stato distribuito e
commentato l'opuscolo "OCCHIO!" nel quale sono presentate
alcune fra le situazioni a rischio che possono verificarsi con maggior
frequenza.
Conclusione
La formazione generalizzata
del corpo insegnante elementare si è svolta sull'arco di quattro
anni impegnando annualmente dieci formatori.
La realizzazione si è inserita nel quadro di una politica di prevenzione
che privilegia la formazione individuale, ritenuta la miglior garanzia
per un'azione differenziata sul terreno. La complessità della materia
ci ha portato a escludere azioni dirette e sistematiche sugli allievi,
quali proiezioni di film, cicli di lezioni, ecc. Tali mezzi sono utilizzati
solo se il docente è preparato e sa valutare le conseguenze psicologiche
che potrebbero prodursi in allievi soggetti ad abusi. L'attività
svolta ha dimostrato che questa scelta è pagante. In diverse scuole
si sono costituiti "team" di docenti incaricati di sostenere
i loro colleghi e aiutarli a sopportare le pressioni esercitate dalle
persone implicate. Questo risultato va oltre agli obiettivi del progetto
e ne conferma l'efficacia.
|