Definizione

 

Maltrattamento psicologico
Questa la definizione di maltrattamento psicologico formulata e proposta dalla International Conference of Psychological Abuse of Children and Youth:

Il maltrattamento psicologico di un bambino o di un adolescente consiste in atti di omissione o nell'esecuzione di azioni che, sulla base della combinazione degli standard culturali e delle conoscenze scientifiche, sono considerati dannosi sul piano psicologico. Azioni di questo genere sono commesse, individualmente o collettivamente, da persone che per le loro caratteristiche (età, status, conoscenze, ruolo, ...) si trovano in una posizione differenziale di potere rispetto al bambino, tale da renderlo vulnerabile.
Si tratta di pratiche o di atteggiamenti che compromettono in modo immediato o a lungo termine il comportamento, lo sviluppo affettivo, le capacità cognitive o le funzioni fisiche del bambino. Forme di maltrattamento psicologico sono ad esempio atteggiamenti di rifiuto, svalutazione, minaccia, isolamento, corruzione, sfruttamento, indifferenza.


Indicatori fisici

  • disturbi a livello alimentare, in particolare vomito nei neonati e bambini molto piccoli
  • ritardo nello sviluppo fisico
  • autostimolazioni come succhiare continuamente, mordere frequentemente, battere la testa o altre stereotipie
  • disturbi di tipo psicomotorio
  • disturbi psicosomatici
  • mancata acquisizione o perdita del controllo sfinterico con enuresi e/o encopresi


Indicatori comportamentali

  • turbe del sonno
  • disturbi del linguaggio
  • disturbi dello sviluppo emotivo e intellettivo
  • difficoltà di concentrazione, di socializzazione e tendenza all'isolamento
  • ansietà nelle separazioni
  • tendenza a commettere furti
  • personalità rigida e scarsa capacità di adattamento
  • bassa autostima o eccessiva considerazione di sé
  • esibizione di comportamenti estremi: adattabilità o aggressività eccessive, iperattività
  • sindrome di Cenerentola [1]
  • nei casi più gravi sintomi psiconevrotici: isteria, ossessione, compulsività, fobia, ipocondria
  • tendenza alla depressione
  • tentativi di suicidio.


Nota

[1] Per Jean Goodwin la sindrome di Cenerentola consiste nel mettere in atto un abbandono simulato attraverso, ad esempio, false accuse di negligenza. Per l'Autrice "la falsa accusa (...) è una richiesta di aiuto da parte della minore e non deve essere ignorata come tentativo manipolatorio.".
In: Goodwin Jean (1982), L'abuso sessuale sui minori. Le vittime dell' incesto e le loro famiglie. Torino, Centro Scientifico Torinese, 1985, p. 115.