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Maltrattamento
fisico
Il maltrattamento
fisico può essere definito come l'utilizzazione intenzionale, non
accidentale, della forza fisica o gli atti di ommissione intenzionale,
non accidentale, da parte del padre o della madre o di chiunque abbia
il compito di occuparsi di un bambino, che procurano sofferenza, ferite
o la morte del bambino. [1]
Indicatori fisici
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le lesioni
cutanee sono quasi una costante e per la loro individuazione è
quindi necessaria un'attenta osservazione della cute. Le più
caratteristiche sono le ecchimosi, gli ematomi, le abrasioni e le
lacerazioni. Gli elementi che vanno valutati sono la sede e lo stadio
di evoluzione della lesione.
Le sedi tipiche delle lesioni non accidentali risultano essere il
viso, in particolare la bocca, i glutei, l'area genitale, le cosce
e il dorso. Sono inoltre da considerarsi sospette lesioni analoghe
che presentano stadi diversi di guarigione, ferite o piaghe con gradi
di rimarginazione differenti o contusioni che non presentano uguali
modificazioni cromatiche. Ciò consente di risalire con una
certa esattezza alla cronologia delle lesioni ed eventualmente di
confutare le affermazioni di
quei genitori che fanno risalire le lesioni ad un singolo trauma accidentale.
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le lesioni
oculari, sono caratterizzate da emorragie congiuntivali, sottocongiuntivali,
retiniche, midriasi transitorie post-traumatiche stacchi di retina.
Di regola la guarigione è raggiunta nel giro di quattro o cinque
mesi. Talvolta si può però verificare una perdita parziale
o totale della vista oppure può instaurarsi una forma di strabismo
permanente.
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le ustioni
possono essere di Iº, IIº o IIIº. Se dovute a maltrattamento
si distinguono per la loro localizzazione (glutei, area genitale,
estremità) e per la loro forma ("a guanto" o "a
calza"). In genere sono causate da immersione in acqua calda
a scopo punitivo. Caratteristiche sono anche le cosiddette "ustioni
a secco" provocate da oggetti (frequenti sono le bruciature da
sigaretta) che possono imprimere sul corpo del bambino la forma dell'oggetto
utilizzato (ad esempio il ferro da stiro).
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i morsi
sono molto frequenti e lasciano segni inconfondibili. E' necessario
essere attenti e critici nei confronti delle spiegazioni fornite talvolta
dai genitori. Classico è il caso di quei genitori che affermano
si tratti del morso di un cane. In realtà il morso canino lacera
la cute e spesso con asportazione di lembi, quello umano per contro
contunde in profondità lasciando, in genere, la cute integra.
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le impronte
cutanee sono lasciate da oggetti utilizzati per colpire, strangolare
o legare il bambino (corde, fibbie di cintura, anelli, catene, ...).
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l'alopecia
si presenta all'osservatore come una zona di rarefazione o di assenza
di capelli, può essere il risultato di violente trazioni su
i capelli. Spesso è associata ad ematoma del cuoio capelluto.
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le fratture
ossee singole o multiple e le lussazioni . Possono essere molto
sospette sotto i due anni di età quando la mobilità
del bambino è limitata.
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le lesioni
interne sono causate da percosse e in genere si manifestano con
perforazioni gastriche e/o intestinali, ma ancor più frequentemente
con la rottura del fegato, della milza o del rene. Si possono verificare
anche lesioni alla mucosa orale provocate da un'alimentazione costretta
e violenta, comprendente talvolta anche la frattura dei denti.
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i sintomi
di avvelenamento o intossicazione. Le sostanze usate sono in genere
l'alcool, il gas o gli stupefacenti. E' in aumento l'abuso di medicamenti,
in particolare modo di sonniferi, calmanti e analgesici, che hanno
la funzione di sedare il bambino ritenuto eccessivamente fastidioso.
Gli avvelenamenti possono essere provocati anche inconsciamente per
punire il bambino, ciò che comporta solitamente dolorosi interventi
sanitari, oppure per allontanarlo da casa per qualche tempo mediante
il ricovero in ospedale
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i sintomi
d'insolazione o d'ipotermia. Le insolazioni sono spesso conseguenza
dal fatto che il bambino viene "abbandonato", nelle calde
giornate estive, in un luogo esposto senza alcuna protezione che lo
ripari dai raggi del sole. La situazione d'ipotermia classica è
quella in cui un bambino piccolo è messo a dormire in una stanza,
in pieno inverno, con la finestra aperta.
Indicatori comportamentali
Ogni caso di maltrattamento
implica quasi costantemente delle modifiche più o meno intense
a livello comportamentale, anzi spesso queste costituiscono il primo indizio
del problema e rivestono, dunque importanza diagnostica.
Qui di seguito elenco
alcuni di questi indicatori comportamentali:
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diffidenza e
ostilità nel contatto con gli adulti o attaccamento indiscriminato
a tutti gli estranei
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resistenza a tornare
a casa
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comportamento
sospettoso o eccessivamente premuroso verso i genitori e/o paura dei
genitori
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estrema dipendenza
dal giudizio dei genitori
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manifestazioni
di ansia quando altri bambini gridano
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aggressività
verso i compagni
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tendenza all'isolamento
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possessività
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infantilismo
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apatia
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insonnia e incubi
ricorrenti
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stanchezza persistente
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difficoltà
di concentrazione
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disagio scolastico
e/o assenze ingiustificate
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episodi di autolesionismo
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opposizione al
fatto di doversi cambiare per fare ginnastica.
Importante è ricordare che tali atteggiamenti, se considerati singolarmente,
possono essere indicativi di altre problematiche che nulla hanno a che
fare con una situazione di violenza, oppure essere semplici tratti del
carattere. E ancora, alcuni atteggiamenti (indicatori) sono più
caratteristici di altri considerata la fascia di età.
Nota
[1] Consiglio d'Europa,
Les causes et la prévention des mauvais traitements aux enfants.
Strasburgo, 1979, p. 4.
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