Il mito di
Demetra

 

Core (chiamata anche Persefone), figlia di Zeus e Demetra, stava con altre fanciulle a raccogliere dei fiori su un prato. Nel momento in cui Core raccoglieva un fiore, la terra si aprì e apparve lo zio Ade, che, innamorato di lei, con la complicità di Zeus la rapì e la trascinò nel mondo degli Inferi.

Core gridò di terrore ma non poté essere udita, né soccorsa da nessuno. Non c'era nessuno che potesse capire che cosa quelle grida potevano significare. Nemmeno la madre Demetra che la udì poteva capire dove e con chi era sparita la figlia. Sapeva solamente che Core era stata strappata a lei e piangeva cercandola e soffriva. Per nove giorni e nove notti, senza mangiare, senza bere, né lavarsi, né agghindarsi, Demetra errò per il mondo, tenendo una fiaccola accesa in entrambe le mani.

Il decimo giorno incontrò Ecate, anche lei aveva sentito il grido, ma non aveva riconosciuto il rapitore, la cui testa era circondata dalle ombre della Notte. Adirata Demetra decise di non risalire più in cielo e di restare sulla Terra, abdicando alla sua funzione divina finché non le fosse stata restituita la figlia. L'esilio volontario di Demetra rese la Terra sterile, e l'ordine del mondo ne fu convolto. Zeus allora intervenne presso Ade il quale acconsentì a liberare almeno parzialmente il desiderio di Core per la madre. Core poté così restare con la madre dall'inizio della primavera alla fine dell'estate. Per il resto dell'anno doveva far ritorno di nuovo da Ade, dio degli Inferi. Ma la terra rimaneva sterile per tutto il tempo in cui ella restava separata dalla madre.